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ComunicazioniPubblicato il 1 novembre 2024

Risanamento totale e ampliamento dell’ambasciata svizzera a Singapore

L’edificio dell’ambasciata svizzera a Singapore è stato risanato e, dopo quarant’anni dalla sua costruzione, accoglie i suoi visitatori in una nuova veste. Grazie al prolungamento del tetto è stato possibile creare nuovi spazi e il leggero rialzo dell’angolo a sud della zona d’ingresso sembra ora invitare i visitatori a entrare.

L’edificio dell’ambasciata svizzera a Singapore, inaugurato nel 1984, è stato costruito sul terreno dello Swiss Club, parte della riserva naturale di Bukit Timah situata a circa dieci chilometri dal distretto finanziario di Singapore. Il clima tropicale a cui è sempre stata esposta la struttura ha causato il progressivo deterioramento di molte parti della costruzione. Giunti dopo quarant’anni al termine del loro ciclo di vita, l’involucro edilizio e gli impianti tecnici dovevano pertanto essere sostituiti. L’ambasciata è stata inizialmente progettata per ospitare dieci postazioni di lavoro. Con gli anni questo numero è continuamente aumentato e l’edificio conta oggi un totale di 30 postazioni di lavoro a utilizzo multifunzionale.

Nel 2018 l’Ufficio federale delle costruzioni e della logistica ha indetto un concorso di progettazione nell’ambito di una procedura di concorso pubblico. Il vincitore è stato lo studio di architettura Berrel Berrel Kräutler Architekten con il progetto «Flamingo». Quest’ultimo è stato elaborato sulla base di un’analisi ben strutturata che ha preso in esame l’edificio preesistente. Gli autori del progetto hanno definito la struttura «un bungalow» il cui linguaggio architettonico è in perfetta armonia con il clima del posto e con il paesaggio che vi fa da sfondo. Il prolungamento del tetto verso ovest completa la rientranza nella zona d’ingresso e conferisce allo stabile la sua struttura quadrangolare. Con la sua struttura leggermente rialzata, l’angolo a sud del tetto sembra invitare i visitatori a entrare nell’ampio atrio. Il prolungamento del tetto poggia su un’unica lama portante, cui allude anche il nome «Flamingo» (fenicottero) scelto per il progetto di concorso. Dietro di essa è situata la sala conferenze. Le vetrate della stessa altezza delle pareti creano un tutt’uno armonioso tra gli interni e gli esterni dell’edificio. La facciata è stata spostata di un metro verso l’esterno per permettere alla struttura di ospitare tutte le postazioni di lavoro necessarie.

Il costante ombreggiamento delle facciate di vetro di alta qualità e la presenza di impianti fotovoltaici consentono di ridurre al minimo il consumo energetico dell’edificio. Il mantenimento della struttura portante e del piano interrato durante i lavori di rinnovo costituisce un approccio insolito per Singapore, dove gli edifici vengono solitamente demoliti e ricostruti, ed è in linea con la Carta sull’edilizia circolare.

Le tre zone di sicurezza sono disposte in modo chiaro. Gli uffici della zona di massima sicurezza formano un’unità compatta e sono situati nella parte posteriore dell’edificio. L’area antistante costituisce una zona mista adibita a usi diversi. Vi si trovano la caffetteria, le sale riunioni, l’area d’attesa per gli ospiti e la zona clienti costituita dalla reception e gli uffici di Svizzera Turismo. L’accesso alla zona amministrativa avviene tramite bussole di sicurezza. Per eventi di grandi dimensioni gli spazi comuni, come la caffetteria, la sala conferenze e l’area d’attesa e la zona d’ingresso coperta, possono essere aperti al pubblico.

Il progetto mette in risalto i pregi e i difetti della costruzione preesistente. Tra i pregi vi sono la struttura a bungalow e il design chiaro dell’edificio, mentre uno dei difetti è la rientranza ad angolo dell’area di ingresso, che spezza la geometria e l’armonia della struttura. Gli architetti hanno abilmente corretto i difetti dell’edificio preesistente e ne hanno messo in risalto la qualità creando un maggiore effetto di continuità tra interno ed esterno. Il leggero rialzo dell’angolo della pensilina nell’atrio di ingresso dà un tocco scherzoso e vivace all’edificio e richiama la forma di un cappello: sembra quasi che l’ambasciata faccia un cenno di saluto ai suoi visitatori invitandoli ad entrare.